cavolo ne è passato di tempo!
non ricordavo neanche di avere un blog, anzi, per fortuna maria mi ha regalato un bellissimo quadernino dove appuntare ricette altrimenti credo che sarebbero passati altri 3 mesi di inattività bloggatorio-gastronomica.
Ancora non ho messo il titolo al post, non so che ricetta scriverò, in questi mesi sono cambiate tante cose, l'italia ha cambiato allenatore, io forse cambierò città et università e soprattutto con l'estate sono cambiate le abitudini mangerecce, però tutto è destinato a ripetersi, come l'alternarsi delle stagioni, infatti Lippi è tornato alla guida della nazionale, io tornerò a studiare ed è tornato l'autunno...(mi rendo conto che sto scrivendo stronzate, non vi preoccupate ne sono cosciente)
--------------illumiazione-------------
la ricetta che vorrei postare oggi me l'ha suggerita un amico che non vedevo da qualche tempo, credo sia molto gustosa e non difficile quindi ve la espongo così come mi è stata detta, si tratta di:
Trofie con cicoria e guanciale (leggera non trovate?)
Ingredienti per 4 studenti:
500 gr di Trofie (o strozzapreti o maccheroni calabresi o pasta fresca simile)
500 gr di cicorietta romana (sembra tanta ma poi vedrete che bollendola si riduce un casino)
300 gr di guanciale
uno spicchio d'aglio
pecorino romano
pepe nero
peperoncino piccante
pecorino romano q.b.
olio extravergine di oliva
sale q.b.
Preparazione:
Pulite la cicoria tagliando la parte più dura del gambo (si dice gambo? mica è un fiore, cmq avete capito spero) e mettetela a bollire in una pentola capiente piena d'acqua salata (ma non troppo salata), se la cicoria è tenera ci vorrà circa una mezzoretta, se è più dura un'ora, vi consiglio di calcolare un oretta, male che và mettetela da parte una volta cotta a puntino, per sapere se la cicoria è pronta usate il metodo "empirico-sperimentale" che il caro Francis Bacon ha così bene illustrato nei suoi scritti (il filosofo non il pittore), ovvero: provatela, se è dura fatela stare ancora a bollire.
Quando la cicoria sarà cotta scolatela, tritatela sommariamente e mettetela in un piatto.
Mettete sul fuoco la pentola per la pasta con molta acqua (le trofia vogliono molta acqua) e quando bolle preparatevi a "calare" le trofie.
In una padella molto capiente mettete un pò di olio, uno spicchio d'aglio (se adorate l'aglio tagliatelo in 2 o 4 parti, se non vi entusiasma lasciatelo intero e levatelo a fine cottura, se siete vampiri non utilizzatelo) il peperoncino ed il guanciale tagliato a listarelle sottili, badate a non mettere troppo olio perchè il guanciale è tutto grasso quindi ungerà a dovere la padella.
Quando il guanciale prenderà colore aggiungete al preparato la cicoria e "ripassate" il tutto aiutandovi con un cucchiaio da cucina.
Scolate la pasta al dente e versate le trofie nella padella e continuate a mescolare aggiungendo un pò di pepe nero e pecorino a volontà.
Assaggiate e se il gusto vi aggrada sbafate il tutto senza avvertire gli altri ragazzi intenti a giocare alla playstation nell'altra stanza.
Se durante la preparazione avrete ascoltato qualche pezzo degli Ardecore (de roma!) il piatto ne avrà giovato abbastanza, le orecchie meno, ma si tratta di gusti...
Ecco, alla proxima...
nick
lunedì 15 settembre 2008
venerdì 27 giugno 2008
polpettine di ricotta e spinaci
la ricetta che voglio postare oggi , dopo un sacco di giorni di vuoto di cucina e di scrittura causa università, è quella delle polpettine con ricotta e spinaci. Il connubio ricotta/spinaci è talmente sputtanato e inflazionato che c'è ben poco da aggiungere. Ovviamente potete usare questo piatto in aggiunta a dei tortellini o dei ripieni con gli stessi ingredienti.
Gli ingredienti x 4 persone sono:
250 grammi circa di ricotta
400 g /mezzo chilo di spinaci, possibilmente piccoli e freschi
50 g di farina
olio extravergine d'oliva
sale
pepe
chi la trova o ce l'ha la noce moscata
Allora, la preparazione è molto semplice.
Per prima cosa, bisogna lavare bene gli spinaci, e poi cuocerli in una pentola x 5/10 minuti (dipende da quanto sono grossi o teneri). Ovviamente non va aggiunta acqua perché li spinaci ne contengono un sacco e ne contengono abbastanza.Dopo aver cotto gli spinaci è necessario farli raffreddare e scolarli per bene.
Se si è in possesso di un frullatore è il momento buono per usarlo, altrimenti si fa a mano.
Allora, bisognerebbe mettere spinaci, ricotta, noce moscata, farina, olio, sale e pepe nel frullatore e frullare, altrimenti si cerca di schiacciare tutto a mano.
Nel frattempo si prepara il forno a 180°, e quando si è mixato il tutto prenderne a poco alla volta in palline e disporli in una teglia con la carta forno. si tengono in forno 15", ci si accorge che vanno tolte perché si crea una sorta di crosticina più dura e più dorata.
come si puà vedere è semplissima...
domenica 15 giugno 2008
Tagliatelle alle verdure (quando una carota ed una zucchina possono salvarti la vita, almeno per un giorno).
Se avete modo di affettare molto fini le verdure o/e avete in casa una grattugia (cazzo! è la prima volta che scrivo" grattugia"! mai scritto in vita mia! che emozione!) per verdure continuate a leggere questa ricetta, altrimenti passate avanti o indietro, troverete qualcosa per voi trogloditi che usate affettare le verdure con un'ossidiana smussata legata ad un ramo di abete.
Il piatto è molto semplice: carote, zucchine, basilico e parmigiano e tagliatelle, se non avete le tagliatelle (consiglio quelle verdi!), potete ovviare con un'altra pasta all'uovo, tipo garganelli, fettuccine o quello che volete voi, se non avete proprio pasta all'uovo allora andate a comprarla!
Questa ricetta è molto utile soprattutto nei periodi di magra, quando si ha in casa un pò di carote ed un pò di zucchine, per la pasta tranquilli, se proprio non avete la pasta all'uovo usate penne o pasta corta in genere, si fa quel che si può!
Ma adesso basta con le fregnacce, badiamo al sodo!
Tagliatelle alle verdure
Ricetta per 4 studenti
Ingradienti:
Elaborazione:
Mettete l'acqua della pasta, fin qui semplice no?
Affettate con una lunetta o grattugiate dai forellini più larghi le carote e le zucchine in modo da creare listarelle molto sottili e tritate un pò di basilico.
Mettete sul fuoco a fiamma dolce la Wok e coprite il fondo con dell'olio extra vergine d'oliva, indi buttateci dentro l'aglio, il peperoncino piccante (se lo volete e non soffrite di emorroidi o ipertensione), e quando l'olio sarà ben caldo le verdure (carote, zucchine e basilico tritato), alzate un pò la fiamma (che sia moderata) e fate andare per circa dieci minuti, di tanto in tanto aggiungete un pò d'acqua di cottura, fondamentale che le verdure non si friggano nè si brucino, devono solo "ammosciarsi".
Quando l'acqua della pasta inizierà a bollire (lo avete fatto? se non l'avete fatto allora tornate indietro nel tempo e fatelo) buttate la pasta e state attenti a scolarla al dente (la pasta all'uovo si cuoce in fretta, state attenti all'orologio, in genere sta sui 5 minuti).
Scolata la pasta potete gettarla violentemente nella padella ed iniziare in assoluto silenzio il sacro processo della mantecatura mentre un estraneo ma benevolo complice inizierà a grattugiare con buona lena un bel pò di parmigiano nella padella, pepate!
Durante la mantecatura aggiungete l'uranio inpoverito, circa un cucchaino da caffè, in caso non ne siate in possesso va bene anche una punta di cucchiaio da cucina.
Servite in piatti piani con un una foglia di basilico per guarnizione ed un pò di olio a crudo che fa sempre bene!
Chi non è vegetariano può usare al posto del basilico una bistecca di manzo, o di vitella, a discrezione.
Consiglio vivamente di preparare questo gustoso piatto ascoltando "Minor Threat" dei "Minor Threat" tratto dall'album "Minor Threat" uscito per l'etichetta Minor Threat Records, nell'anno I° Minor Threat (che sarebbe il 1981).
La messa è finita andate a mangiare!
Nick

Questa è una grattugia per verdure

Questa è una padella Wok

Questo è un triangolo.
Il piatto è molto semplice: carote, zucchine, basilico e parmigiano e tagliatelle, se non avete le tagliatelle (consiglio quelle verdi!), potete ovviare con un'altra pasta all'uovo, tipo garganelli, fettuccine o quello che volete voi, se non avete proprio pasta all'uovo allora andate a comprarla!
Questa ricetta è molto utile soprattutto nei periodi di magra, quando si ha in casa un pò di carote ed un pò di zucchine, per la pasta tranquilli, se proprio non avete la pasta all'uovo usate penne o pasta corta in genere, si fa quel che si può!
Ma adesso basta con le fregnacce, badiamo al sodo!
Tagliatelle alle verdure
Ricetta per 4 studenti
Ingradienti:
- 500 gr di Tagliatelle all'uovo
- 3 zucchine
- 3 carote
- 3 un ciuffetto di basilico (uhmm forse anche "ciuffetto" non ho mai scritto in vita mia! oh forse si! bho!)
- parmigiano a volontà (parazumpa zumpa pà)
- uno spicchio d'aglio
- olio q.b. (figata "q. b.")
- un peperoncino piccante (facoltativo)
- una padella Wok (vi ho stupito he? dite la verità!)
- uranio impoverito
(in caso non lo trovate dal fruttarolo all'angolo anche un pò di pepe nero macinato può andar bene, ma la ricetta ci perde! vi avverto!)
Elaborazione:
Mettete l'acqua della pasta, fin qui semplice no?
Affettate con una lunetta o grattugiate dai forellini più larghi le carote e le zucchine in modo da creare listarelle molto sottili e tritate un pò di basilico.
Mettete sul fuoco a fiamma dolce la Wok e coprite il fondo con dell'olio extra vergine d'oliva, indi buttateci dentro l'aglio, il peperoncino piccante (se lo volete e non soffrite di emorroidi o ipertensione), e quando l'olio sarà ben caldo le verdure (carote, zucchine e basilico tritato), alzate un pò la fiamma (che sia moderata) e fate andare per circa dieci minuti, di tanto in tanto aggiungete un pò d'acqua di cottura, fondamentale che le verdure non si friggano nè si brucino, devono solo "ammosciarsi".
Quando l'acqua della pasta inizierà a bollire (lo avete fatto? se non l'avete fatto allora tornate indietro nel tempo e fatelo) buttate la pasta e state attenti a scolarla al dente (la pasta all'uovo si cuoce in fretta, state attenti all'orologio, in genere sta sui 5 minuti).
Scolata la pasta potete gettarla violentemente nella padella ed iniziare in assoluto silenzio il sacro processo della mantecatura mentre un estraneo ma benevolo complice inizierà a grattugiare con buona lena un bel pò di parmigiano nella padella, pepate!
Durante la mantecatura aggiungete l'uranio inpoverito, circa un cucchaino da caffè, in caso non ne siate in possesso va bene anche una punta di cucchiaio da cucina.
Servite in piatti piani con un una foglia di basilico per guarnizione ed un pò di olio a crudo che fa sempre bene!
Chi non è vegetariano può usare al posto del basilico una bistecca di manzo, o di vitella, a discrezione.
Consiglio vivamente di preparare questo gustoso piatto ascoltando "Minor Threat" dei "Minor Threat" tratto dall'album "Minor Threat" uscito per l'etichetta Minor Threat Records, nell'anno I° Minor Threat (che sarebbe il 1981).
La messa è finita andate a mangiare!
Nick
Questa è una grattugia per verdure
Questa è una padella Wok
Questo è un triangolo.
sabato 14 giugno 2008
"TIELLA" O GRATIN DI PATATE
Quella che voglio postare oggi è una ricetta tipica calabrese: la cosiddetta "tiella" di patate. In Calabria si trovano delle patate veramente ottime che provengono dalle montagne della Sila. La prerogativa delle patate per la tiella però è un'altra e cioè che le patate siano novelle. Questo quindi è il periodo ideale per il gratin.
Sono necessarie per 4 persone:
una dozzina di patate (non spaventatevi, sono minuscole ste patate)
un piatto di parmiggiano grattugiato
un piatto di mollica di pane grattugiato
sale
pepe nero
tre foglie di alloro
prezzemolo
olio extravergine d'oliva
per chi lo gradisce -io non lo metto mai però- aglio
Io ho appena finito di preparare questa ricetta e sto ascoltando THE GOOD, THE BAD & THE QUEEN, che ci sta proprio bene e mi mette a mio agio...
Allora, bisogna innanzi tutto lavare le patate, e poi affettarle, in maniera non troppo sottile.
Bisogna disporre di una pirofila possibilmente, ma anche una normale teglia va bene.
Il procedimento è molto semplice: bisogna fare uno strato con le patate, aggiungervi il pane, sopra mettere uno strato bello spesso di mollica, uno di parmiggiano e poi l'alloro (una foglia divisa in 4/5 pezzetti), il prezzemolo (poco, e solo per chi lo gradisce), e il pepe nero.
Sopra ancora si mette un altro strato di patate e così via. gli strati dipendono dall'altezza della pirofila ma di solito sono 3 (cioè tre di patate, tre di pane e tre del resto...).
Quando si è proceduto al completamento d questi strati, bisogna versare qualche cucchiaio di olio e un bicchiere abbondante di acqua.
La pirofila va messa in forno a 180° per 45/50 minuti circa.
Lo stesso procedimento si può fare con altri tipi di alimenti, come i carciofi o le alici. Magari prossimamente le posterò...
Sono necessarie per 4 persone:
una dozzina di patate (non spaventatevi, sono minuscole ste patate)
un piatto di parmiggiano grattugiato
un piatto di mollica di pane grattugiato
sale
pepe nero
tre foglie di alloro
prezzemolo
olio extravergine d'oliva
per chi lo gradisce -io non lo metto mai però- aglio
Io ho appena finito di preparare questa ricetta e sto ascoltando THE GOOD, THE BAD & THE QUEEN, che ci sta proprio bene e mi mette a mio agio...
Allora, bisogna innanzi tutto lavare le patate, e poi affettarle, in maniera non troppo sottile.
Bisogna disporre di una pirofila possibilmente, ma anche una normale teglia va bene.
Il procedimento è molto semplice: bisogna fare uno strato con le patate, aggiungervi il pane, sopra mettere uno strato bello spesso di mollica, uno di parmiggiano e poi l'alloro (una foglia divisa in 4/5 pezzetti), il prezzemolo (poco, e solo per chi lo gradisce), e il pepe nero.
Sopra ancora si mette un altro strato di patate e così via. gli strati dipendono dall'altezza della pirofila ma di solito sono 3 (cioè tre di patate, tre di pane e tre del resto...).
Quando si è proceduto al completamento d questi strati, bisogna versare qualche cucchiaio di olio e un bicchiere abbondante di acqua.
La pirofila va messa in forno a 180° per 45/50 minuti circa.
Lo stesso procedimento si può fare con altri tipi di alimenti, come i carciofi o le alici. Magari prossimamente le posterò...
venerdì 13 giugno 2008
SCALOPPINE!
La ricetta delle scaloppine è una di quelle che sicuramente preferisco. Non ci vuole niente a prepararle e il risultato è sempre davvero ottimo. Di sicuro si tratta di una preparazione che rende più grassa e calorica la carne ma alla fine le fettine risultano molto gustose. Il tempo di preparazione è ridotto, il che significa che probabilmente durante il procedimento non finirete di ascoltare School Bus, l'album di Bob Log III che consiglio per questo piatto
Gli ingredienti, come in generale tutti quelli di questo blog, sono assolutamente reperibili e anzi si raccattano in casa facilmente.
Allora, per 4 persone:
Fettine di vitello sottili (o carpaccio)
burro
farina
sale
vino bianco
Dopo aver battuto le fettine, le stendiamo nella farina mettendovi sopra un pizzichino di sale su entrambe i lati.
Anche per questa ricetta, così come per le cotolette, io preferisco il carpaccio...ma questi sono gusti personali...
nel frattempo preparo una padella con qualche cucchiaio di burro e quando è caldo inizio a mettere le prime fettine.
Metto le fettine un pò alla volta, ovviamente dipende dalla dimensione della padella.
Se non ho una padella grande abbastanza per cuocere tutte le fettine contemporaneamente, le faccio un pò alla volta.
L'importante è che al momento di mettere il vino bianco le fettine (o il carpaccio) siano TUTTE nella padella insieme. non si sfumano un pò alla volta. Vanno fatte sfumare con mezzo bicchiere abbondante di vino bianco tutte insieme perché così il sapore non è troppo diverso fettina per fettina, e poi per non perdere troppo tempo col burro che altrimenti diventa troppo scuro e tossico.
Questa ricetta è davvero semplice e si può fare tranquillamente perché con il minimo sforzo il risultato è assicurato.
Volevo infine aggiungere una variante gustosissima. Io non amo la carne di pollo, e la mangio solo in alcuni casi. Un esempio è quando viene utilizzato il petto di pollo e viene cucinato con questa ricetta delle scaloppe al posto della carne di vitello.
E' più economico, forse anche più leggero e comunque ogni tanto si può provare...
Gli ingredienti, come in generale tutti quelli di questo blog, sono assolutamente reperibili e anzi si raccattano in casa facilmente.
Allora, per 4 persone:
Fettine di vitello sottili (o carpaccio)
burro
farina
sale
vino bianco
Dopo aver battuto le fettine, le stendiamo nella farina mettendovi sopra un pizzichino di sale su entrambe i lati.
Anche per questa ricetta, così come per le cotolette, io preferisco il carpaccio...ma questi sono gusti personali...
nel frattempo preparo una padella con qualche cucchiaio di burro e quando è caldo inizio a mettere le prime fettine.
Metto le fettine un pò alla volta, ovviamente dipende dalla dimensione della padella.
Se non ho una padella grande abbastanza per cuocere tutte le fettine contemporaneamente, le faccio un pò alla volta.
L'importante è che al momento di mettere il vino bianco le fettine (o il carpaccio) siano TUTTE nella padella insieme. non si sfumano un pò alla volta. Vanno fatte sfumare con mezzo bicchiere abbondante di vino bianco tutte insieme perché così il sapore non è troppo diverso fettina per fettina, e poi per non perdere troppo tempo col burro che altrimenti diventa troppo scuro e tossico.
Questa ricetta è davvero semplice e si può fare tranquillamente perché con il minimo sforzo il risultato è assicurato.
Volevo infine aggiungere una variante gustosissima. Io non amo la carne di pollo, e la mangio solo in alcuni casi. Un esempio è quando viene utilizzato il petto di pollo e viene cucinato con questa ricetta delle scaloppe al posto della carne di vitello.
E' più economico, forse anche più leggero e comunque ogni tanto si può provare...
martedì 10 giugno 2008
Pennette lardiate al cartoccio (quando la solita arrabbiata non basta).
Quante volte avete mangiato pennette all'arrabbiata?
un casino!
E l'amatriciana?
Ancora di più.
Vi siete rotti i cosidetti?
Allora provate questa ricetta che sembra ricercata ma non lo è affatto, è di facile preparazione e sicuramente non deluderà i vostri palati (raffinati o trogloditi che siano).
Io adoro la roba al cartoccio, è più forte di me ma aprire l'involucro di stagnola ed annusare i profumi che si sprigionano è davvero un piacere quasi sessuale, eppoi ciuascuno ha "il suo" quindi la consueta "guerra delle porzioni" verrebbe evitata sul nascere.
Pennette lardiate al cartoccio
Ingradienti per 4 persone:
carta stagnola (altrimenti che cartoccio è?)
500 gr di pennette rigate (anche sedanini vanno bene, però stiamo parlando di pennette eccheccaspita!)
300 gr di salsa di pomodoro, a pezzettoni va benissimo ma anche i pelati in scatola (che consiglio, ma ricordatevi di spezzarli però), le marche anche più economiche sono bene accette, quando vedrò uno studente che puntualmente si prepara il sugo da sè (bollire pomodori, spellarli etc) allora voglio anche vedere il suo libretto degli esami!
2 peperoncini piccanti freschi (anche secchi, l'importante è che siano piccanti)
1 cipolla media
150 gr di lardo tagliato fine
200 gr di guanciale tagliato grosso
un mazzetto di prezzemolo
pepe nero quanto ne volete
pecorino romano in quantità
Preparazione:
Allora, mettete come al solito la pentola con l'acqua della pasta sul fuoco e preparate una padella per il soffritto.
Tritate la cipolla, tagliate a dadini il guanciale e versate tutto nella padella con un pò di olio d'oliva, dico poco perchè il guanciale sciogliendosi ungerà a dovere la padella, quando la cipolla inizia a dorarsi mettete nella padella i due peperoncini spezzati a metà (in modo che possano uscire i semini ed il sugo inizi ad "arrabbiarsi") , fate andare il tutto a fuoco moderato (se vedete che la cipolla "sfrizzica" troppo, abbassate la fiamma), pepate.
Quando sia il lardo sia la cipolla iniziano a colorarsi versate la salsa di pomodoro nella padella, allungate con un pò (un mezzo mestolo) d'acqua di cottura e lasciate che il sugo faccia il suo corso, lasciatelo "pappetiare" a fiamma bassa per circa 20 minuti, se notate che si asciuga troppo mettete un altro pò d'acqua, altrimenti calma, calma, calma....zzzz.
Non addormetatevi, l'acqua inizia a bollire! Buttate la pasta!
Nel frattempo tagliate a listarelle sottili sottili e lunghe il lardo e mettetelo da parte ed iniziate a tritare il prezzemolo.
Scolate la pasta al dente!
Ben al dente, circa 2 minuti e mezzo prima del tempo di cottura e dopo averla scolata versate il tutto nella padella, girando e rigirando con un cucchiaio da cucina.
Ora viene il bello: iniziate a riempire i cartocci* e prima di chiuderli stendete sulla pasta fumante delle belle listarelle di lardo indi una generosa spolverata di pecorino e per finire un bel pò di prezzemolo tritato, chiudete i cartocci e schiaffateli nel forno caldo (200 gradi) ed il gioco è fatto. (se in caso vi sembra troppo secco il sugo aggiungete se proprio dovete un filino di olio prima di infornare, ma il lardo sciogliendosi dovrebbe fare la sua parte!).
Ora dovrete stare per circa 8/10 minuti seduti su una sedia a osservare in stato di semi-incoscienza i cartocci nel forno, mi raccomando, questo passaggio è fondamentale per la buona riuscita del piatto!
Finita l'attesa, se siete ancora in possesso delle vostre facoltà mentali potete godervi questo bel piatto che ha del rozzo e del raffinato, proprio come lo studente modello.
Da abbinarsi ad un vino rosso sincero, un bel sangiovese direi, ma che non costi più di 5 euro!
Se mentre cucinate mettete sul piatto* "Earth 2" degli Earth scoprirete che al termine del lato A il sugo sarà pronto.
*non sapete fare i cartocci? siete degli impediti!
uff, allora: prendete un bel foglio di stagnola, tagliatene un bel pezzo grande ed incurvatelo un pò "a barchetta", ora versateci dentro la pasta ed il resto, poi richiudetelo vedendo bene di arrotolare le estremità, anche se lo lasciate un pò aperto al centro fa nulla, i cartocci poi metteteli in una teglia da forno o in una sperlunga o dove c...o volete, l'importante è che non vadano a diretto contatto con la fiamma altrimenti si aprono e addio magnata.
*giradischi, non piatto di portata!
Byeeee Nick
Ps
La pasta andrebbe mangiata nel cartoccio stesso naturalmente, ed il cartoccio andrebbe infilato nei piatti di plastica, ma visto che dobbiamo essere ecocompatibili anche i piatti normali vanno bene!
Pps
Ma la morte sua sono i piatti di plastica! Credetemi!
un casino!
E l'amatriciana?
Ancora di più.
Vi siete rotti i cosidetti?
Allora provate questa ricetta che sembra ricercata ma non lo è affatto, è di facile preparazione e sicuramente non deluderà i vostri palati (raffinati o trogloditi che siano).
Io adoro la roba al cartoccio, è più forte di me ma aprire l'involucro di stagnola ed annusare i profumi che si sprigionano è davvero un piacere quasi sessuale, eppoi ciuascuno ha "il suo" quindi la consueta "guerra delle porzioni" verrebbe evitata sul nascere.
Pennette lardiate al cartoccio
Ingradienti per 4 persone:
carta stagnola (altrimenti che cartoccio è?)
500 gr di pennette rigate (anche sedanini vanno bene, però stiamo parlando di pennette eccheccaspita!)
300 gr di salsa di pomodoro, a pezzettoni va benissimo ma anche i pelati in scatola (che consiglio, ma ricordatevi di spezzarli però), le marche anche più economiche sono bene accette, quando vedrò uno studente che puntualmente si prepara il sugo da sè (bollire pomodori, spellarli etc) allora voglio anche vedere il suo libretto degli esami!
2 peperoncini piccanti freschi (anche secchi, l'importante è che siano piccanti)
1 cipolla media
150 gr di lardo tagliato fine
200 gr di guanciale tagliato grosso
un mazzetto di prezzemolo
pepe nero quanto ne volete
pecorino romano in quantità
Preparazione:
Allora, mettete come al solito la pentola con l'acqua della pasta sul fuoco e preparate una padella per il soffritto.
Tritate la cipolla, tagliate a dadini il guanciale e versate tutto nella padella con un pò di olio d'oliva, dico poco perchè il guanciale sciogliendosi ungerà a dovere la padella, quando la cipolla inizia a dorarsi mettete nella padella i due peperoncini spezzati a metà (in modo che possano uscire i semini ed il sugo inizi ad "arrabbiarsi") , fate andare il tutto a fuoco moderato (se vedete che la cipolla "sfrizzica" troppo, abbassate la fiamma), pepate.
Quando sia il lardo sia la cipolla iniziano a colorarsi versate la salsa di pomodoro nella padella, allungate con un pò (un mezzo mestolo) d'acqua di cottura e lasciate che il sugo faccia il suo corso, lasciatelo "pappetiare" a fiamma bassa per circa 20 minuti, se notate che si asciuga troppo mettete un altro pò d'acqua, altrimenti calma, calma, calma....zzzz.
Non addormetatevi, l'acqua inizia a bollire! Buttate la pasta!
Nel frattempo tagliate a listarelle sottili sottili e lunghe il lardo e mettetelo da parte ed iniziate a tritare il prezzemolo.
Scolate la pasta al dente!
Ben al dente, circa 2 minuti e mezzo prima del tempo di cottura e dopo averla scolata versate il tutto nella padella, girando e rigirando con un cucchiaio da cucina.
Ora viene il bello: iniziate a riempire i cartocci* e prima di chiuderli stendete sulla pasta fumante delle belle listarelle di lardo indi una generosa spolverata di pecorino e per finire un bel pò di prezzemolo tritato, chiudete i cartocci e schiaffateli nel forno caldo (200 gradi) ed il gioco è fatto. (se in caso vi sembra troppo secco il sugo aggiungete se proprio dovete un filino di olio prima di infornare, ma il lardo sciogliendosi dovrebbe fare la sua parte!).
Ora dovrete stare per circa 8/10 minuti seduti su una sedia a osservare in stato di semi-incoscienza i cartocci nel forno, mi raccomando, questo passaggio è fondamentale per la buona riuscita del piatto!
Finita l'attesa, se siete ancora in possesso delle vostre facoltà mentali potete godervi questo bel piatto che ha del rozzo e del raffinato, proprio come lo studente modello.
Da abbinarsi ad un vino rosso sincero, un bel sangiovese direi, ma che non costi più di 5 euro!
Se mentre cucinate mettete sul piatto* "Earth 2" degli Earth scoprirete che al termine del lato A il sugo sarà pronto.
*non sapete fare i cartocci? siete degli impediti!
uff, allora: prendete un bel foglio di stagnola, tagliatene un bel pezzo grande ed incurvatelo un pò "a barchetta", ora versateci dentro la pasta ed il resto, poi richiudetelo vedendo bene di arrotolare le estremità, anche se lo lasciate un pò aperto al centro fa nulla, i cartocci poi metteteli in una teglia da forno o in una sperlunga o dove c...o volete, l'importante è che non vadano a diretto contatto con la fiamma altrimenti si aprono e addio magnata.
*giradischi, non piatto di portata!
Byeeee Nick
Ps
La pasta andrebbe mangiata nel cartoccio stesso naturalmente, ed il cartoccio andrebbe infilato nei piatti di plastica, ma visto che dobbiamo essere ecocompatibili anche i piatti normali vanno bene!
Pps
Ma la morte sua sono i piatti di plastica! Credetemi!
domenica 8 giugno 2008
LA COTOLETTA
Anche se questo blog si occupa prevalentemente di primi piatti (che in genere offrono un maggiore senso di sazietà) oggi vediamo la preparazione di uno dei piatti tipici della tradizione italiana: la cotoletta. A differenza di quanto molti studenti credono, la cotoletta non è difficile da fare e costituisce un piatto davvero completo e sostanzioso, da un lato offre le proteine presenti nella carne e nell'uovo, dall'altro i carboidrati del pan grattato.
Iniziamo col dire che, come ogni ricetta "tradizionale", questa presenta un gran numero di varianti. La versione che io propongo è che quella che, almeno io, ritengo la più saporita e semplice da fare ed è quella che poi rientra nel procedimento più canonico.
Allora, per preparare le cotolette per 4 persone sono necessari:
almeno 4 fettine di vitello- o carpaccio di vitello che è quello che io preferisco per le cotolette
un uovo
un bicchiere scarso di pan grattato (100 g)
parmigiano reggiano grattugiato (facoltativo)
prezzemolo
sale
un pizzichino di pepe nero
olio d'oliva
Io preferisco le cotolette di carpaccio di vitello. Le singole fettine di carpaccio si restringono molto ma alla fine saranno più croccanti e saporite. Nel caso in cui si scelga di mettere il carpaccio la quantità di fettine deve ovviamente essere molto più alta, almeno 3/4 fettine di carpaccio a testa.
Per prima cosa è necessario sbattere l'uovo e aggiungere il prezzemolo tagliato a pezzetti non troppo sottili, il sale e il pepe nero (giusto un pizzico).
Le fettine diventano più buono quando restano per un po' immerse nell'uovo. Io le tengo di solito tutte nel piatto dove c'è l'uovo, dopo una mezz'oretta passo ogni singola fettina in un piatto su cui stendo il pan grattato. Alcuni preferiscono il pane grattugiato ma garantisco che il pan grattato rende più friabile la cotoletta. Un'importante modifica (credo pugliese) al piatto tradizionale può essere l'aggiunta di parmigiano reggiano al pan grattato. Rende sicuramente più saporita la cotoletta, ma anche più calorica, quindi non so, fate voi. Sicuramente il risultato è più pesante, ma secondo me più buono.
Dopo aver passato ogni cotoletta nel pan grattato, la ri-immergo di nuovo nell'uovo e ripeto il passaggio con tutte. Questa doppia impanatura permette un maggiore mantenimento del pan grattato.
Nel frattempo preparo una padella con l'olio d'oliva. Premetto che la cotoletta alla milanese di solito si fa col burro, ma dato che questo blog non segue le ricette tradizionali ma viene postato solo quello che viene ritenuto più buono, saporito e sano, io garantisco che l'olio d'oliva migliora il risultato finale.
Le cotolette poi vengono cotte fin quanto non diventano dorate.
Per preparare le cotolette consiglio di ascoltare i Pixies, anzi "Gouge away"... io quando cucino e metto i Pixies mi prendo bene, canto e ballikkio tra i fornelli...
Fatemi sapere un po' la versione che preferite...
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